La notizia della bocciatura del Lodo Alfano e le dichiarazioni che sono succedute alla sentenza da parte di diversi esponenti politici italiani hanno monopolizzato l’informazione delle ultime 24 ore. Anche in Cina è giunta notizia del verdetto della Corte di Costituzionale. Spulciando nella rete, già in mattinata avevo trovato un articolo sul portale 凤凰网 (poi pubblicato anche da 新华网 e altri quotidiani on-line) e pocanzi ne ho scovato un altro dal contenuto ancor più dettagliato.
Per chi leggesse il cinese e si avesse voglia di dilettarsi nella lettura … ecco i links:
- http://news.ifeng.com/world/200910/1008_16_1378292.shtml
- http://news.xinhuanet.com/world/2009-10/08/content_12192594.htm
- http://www.calaw.cn/Pages_Front/Article/ArticleDetail.aspx?articleId=4989
Tralasciando la copertura mediatica della notizia della bocciatura del Lodo Alfano per un istante, vorrei riflettere sulla questione dell’immunità in Cina.
Premesso che l’immunità è necessaria in Italia perché l’accusa (il Pubblico ministero) è indipendente dalla politica (cosa non altrettanto valida nel caso cinese), in Cina sono previsti due tipi di immunità: la prima riservata ai deputati dell’ANP (e delle assemblee provinciali); la seconda ai membri del PCC. Per procedimenti penali intentati nei confronti di un deputato dell’ANP si deve attendere – prima di procedere – l’autorizzazione da parte dell’ANP stessa; per quelli intentati nei confronti di un membro del PCC la valutazione della Commissione disciplinare del PCC precede l’indagine delle procure. Analizzando in controluce quanto detto, appare evidente che il baricentro del “dialogo” tra magistratura e politica pende da una parte.
中国选举观察(2018)之五:山东单县鹿湾村五年三次选举乱相(图)(5)
8 anni fa